Giornata Internazionale del Caffè

Giornata Internazionale del Caffè

01/10/2026
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Perché il caffè macchia i denti e come possiamo rimuovere le macchie

Per molti, il caffè è uno dei piccoli rituali irrinunciabili della giornata. A colazione, durante una pausa di lavoro o dopo pranzo, accompagna abitudini e momenti di socialità.

Ma c’è una domanda che prima o poi molti si fanno davanti allo specchio: il caffè macchia davvero i denti?

La risposta è sì, può contribuire alla comparsa di pigmentazioni superficiali. Questo però non significa che chi beve caffè debba necessariamente rinunciare a un sorriso luminoso.

In occasione della Giornata Internazionale del Caffè, vediamo cosa succede realmente ai denti e quali sono le possibilità per intervenire.

Perché il caffè può cambiare il colore dei denti?

Il colore dei denti non dipende soltanto dal bianco dello smalto. Nel corso del tempo può modificarsi per diversi motivi, alcuni interni al dente e altri legati a ciò che entra quotidianamente in contatto con la sua superficie.

Il caffè rientra soprattutto tra i fattori che possono favorire le cosiddette discromie estrinseche, cioè pigmentazioni che si depositano sulla superficie dentale.

La letteratura scientifica distingue infatti le alterazioni di colore in estrinseche e intrinseche: tra le principali cause delle pigmentazioni superficiali vengono indicati proprio alimenti e bevande fortemente pigmentati, tra cui caffè, tè e vino.

Uno studio dedicato specificamente alle caratteristiche del caffè ha inoltre osservato che la capacità di modificare il colore dello smalto può variare anche in funzione del tipo di caffè, della temperatura e della sua composizione.

In altre parole, non tutti i caffè e non tutte le abitudini di consumo hanno necessariamente lo stesso effetto.

Una macchia da caffè significa che il dente è rovinato?

Non necessariamente.

Una pigmentazione superficiale è soprattutto un problema estetico e deve essere distinta da altre alterazioni di colore che possono avere un’origine differente.

Un dente che appare più scuro può infatti presentare:

  • una semplice pigmentazione esterna;
  • accumuli di placca o tartaro;
  • modificazioni interne del colore;
  • vecchie ricostruzioni che hanno cambiato tonalità;
  • alterazioni dello smalto;
  • problemi legati alla polpa dentale.

Per questo, prima di parlare di “sbiancamento”, è sempre utile capire perché il dente ha cambiato colore.

La diagnosi dell’origine della discromia è infatti uno dei primi passaggi indicati dalla letteratura scientifica prima di scegliere il trattamento più appropriato.

Igiene professionale o sbiancamento? Non sono la stessa cosa

Questa è una distinzione importante.

Se il problema riguarda principalmente macchie superficiali, spesso una seduta di igiene orale professionale può migliorare sensibilmente l’aspetto dei denti.

Durante la seduta possono essere rimossi placca, tartaro e pigmentazioni esterne. Anche le procedure di lucidatura vengono utilizzate in modo selettivo proprio per eliminare eventuali macchie estrinseche residue.

Lo sbiancamento dentale, invece, ha un obiettivo diverso: agire sul colore complessivo del dente attraverso specifici agenti sbiancanti.

Igiene professionale = rimuovere ciò che si è depositato sulla superficie.

Sbiancamento = modificare la tonalità del dente.

Non sempre chi vede i denti più scuri dopo anni di caffè ha necessariamente bisogno di uno sbiancamento. In alcuni casi può essere sufficiente intervenire sulle pigmentazioni superficiali.

I dentifrici sbiancanti eliminano le macchie da caffè?

Possono contribuire a ridurre alcune pigmentazioni superficiali, ma non sono tutti uguali e non vanno considerati equivalenti a uno sbiancamento professionale.

Una revisione sistematica ha evidenziato che i dentifrici sbiancanti possono ridurre l’area e l’intensità delle macchie estrinseche rispetto ai dentifrici tradizionali.

Anche studi recenti condotti su smalto pigmentato con caffè mostrano una capacità di alcuni dentifrici whitening di migliorare il colore. Tuttavia, alcuni prodotti più abrasivi possono aumentare la rugosità superficiale dello smalto in condizioni sperimentali e quindi peggiorare la capacità del dente di assorbire pigmentazioni.

Per questo motivo il concetto “più abrasivo = più bianco” non è necessariamente corretto.

Meglio scegliere il prodotto sulla base delle condizioni della propria bocca e, soprattutto in presenza di sensibilità, erosioni o recessioni gengivali, chiedere consiglio al dentista o all’igienista.

E se le macchie non vanno via?

Quando dopo una corretta igiene professionale il colore continua a non soddisfare il paziente, si può valutare uno sbiancamento dentale.

Gli agenti sbiancanti possono intervenire anche sulle alterazioni cromatiche che non dipendono semplicemente da depositi superficiali.

Studi sperimentali hanno dimostrato che procedure di bleaching possono migliorare anche discromie provocate dal caffè, anche se un consumo frequente della bevanda continua naturalmente a rappresentare un fattore di nuova pigmentazione nel tempo.

È quindi importante considerare lo sbiancamento non come una soluzione permanente, ma come un trattamento che può richiedere valutazioni e mantenimento.

Devo smettere di bere caffè per avere denti più bianchi?

No, nella maggior parte dei casi non è necessario eliminare completamente il caffè.

Più utile è lavorare sulle abitudini quotidiane: mantenere una buona igiene orale, effettuare controlli e sedute di igiene professionale quando indicate e non lasciare che le pigmentazioni si accumulino nel tempo.

Anche dopo uno sbiancamento non esiste necessariamente l’obbligo di eliminare completamente caffè e altre bevande pigmentanti.

Uno studio clinico randomizzato ha valutato proprio l’esposizione a caffè e tè durante e dopo procedure di sbiancamento, mostrando che il rapporto tra bevande pigmentanti e risultato dello sbiancamento è più complesso di quanto suggeriscano molte raccomandazioni tradizionali.

Il punto quindi non è demonizzare il caffè, ma conoscere il suo possibile effetto sul colore dei denti e gestirlo correttamente.

Quando è il momento di fare un controllo?

Se noti che i denti stanno diventando progressivamente più scuri oppure compaiono macchie che non riesci a eliminare con la normale igiene domiciliare, può essere utile effettuare una valutazione.

Il primo obiettivo è capire che tipo di macchia stiamo osservando.

Da lì si può stabilire se sia sufficiente una seduta di igiene professionale, se abbia senso valutare uno sbiancamento oppure se il cambiamento di colore abbia un’altra origine.

La Giornata Internazionale del Caffè può quindi essere una buona occasione per ricordare che bere un buon caffè e prendersi cura del sorriso possono tranquillamente convivere.

L’importante è sapere cosa stiamo vedendo prima di cercare di farlo sparire.

 

Fonti scientifiche

  • Eriksen HM, Nordbø H. – Extrinsic discoloration of teeth. Journal of Clinical Periodontology, 1978. PubMed
  • Watts A, Addy M. – Tooth discoloration and staining: a review of the literature. PubMed
  • Kim S et al. – Coffee-stained tooth enamel color restoration and surface abrasion with whitening and regular toothpaste. American Journal of Dentistry, 2024. PubMed
  • Kim S et al. – Comparative Evaluation of Whitening Toothpastes on Coffee, Tea, and Wine Stains With Stain Depth Analysis Using Microspectrophotometry. Journal of Esthetic and Restorative Dentistry, 2026. PubMed
  • Soeteman GD et al. – Whitening dentifrice and tooth surface discoloration: a systematic review and meta-analysis. International Journal of Dental Hygiene. PubMed
  • Carvalho RF et al. – Does polishing of bleached enamel affect roughness and tooth color stability after exposure to coffee? Journal of Esthetic and Restorative Dentistry, 2022. PubMed
  • Can We Prevent Coffee Stains on Teeth? PubMed

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