Giornata Mondiale del Cuore

Quanto sono collegati salute orale e salute cardiovascolare
Quando pensiamo alla salute del cuore, difficilmente il primo pensiero va ai denti o alle gengive. Eppure, negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha approfondito sempre di più il rapporto tra salute del cavo orale e salute cardiovascolare.
Non significa che un problema dentale provochi automaticamente una malattia cardiaca. Significa però che alcune infezioni del cavo orale, la presenza di batteri nel sangue e soprattutto condizioni infiammatorie croniche come la parodontite possono avere implicazioni che vanno oltre la bocca.
In occasione della Giornata Mondiale del Cuore, vale quindi la pena approfondire tre aspetti importanti: il possibile passaggio di batteri dalla bocca al sangue, la profilassi antibiotica nei pazienti cardiopatici e la correlazione tra parodontite e patologie cardiovascolari.
Dalla bocca al sangue: cosa succede durante una batteriemia?
La bocca ospita naturalmente una grande quantità di microrganismi. Nella maggior parte dei casi convivono con noi senza creare problemi.
In determinate circostanze, però, alcuni batteri possono entrare temporaneamente nel circolo sanguigno. Si parla in questo caso di batteriemia.
Può verificarsi in presenza di infezioni dentali persistenti, ma anche in seguito a procedure che interessano le gengive o i tessuti che circondano i denti. È importante sottolineare che piccole batteriemie possono verificarsi anche durante attività quotidiane come masticare o lavarsi i denti.
Nella grande maggioranza delle persone sane l’organismo è in grado di gestire questi episodi senza conseguenze.
In alcuni soggetti con particolari patologie cardiache, invece, alcuni microrganismi provenienti dalla bocca possono trovare condizioni favorevoli per aderire alle strutture del cuore, in particolare a livello dell’endocardio o delle valvole cardiache.
Quando un’infezione orale può interessare il cuore?
Una delle condizioni su cui si concentra maggiormente l’attenzione è l’endocardite infettiva, un’infezione seria delle strutture interne del cuore.
La letteratura scientifica evidenzia che alcuni streptococchi normalmente presenti nel cavo orale possono essere coinvolti nello sviluppo dell’endocardite, soprattutto in persone che presentano condizioni cardiache predisponenti, come alcune cardiopatie congenite, precedenti episodi di endocardite o particolari protesi valvolari.
Questo, però, non significa che ogni infezione dentale “migri al cuore”.
È più corretto dire che in particolari pazienti e in determinate condizioni il passaggio di batteri orali nel sangue può contribuire al rischio di endocardite infettiva.
La distinzione è importante, perché evita di trasformare un rapporto biologicamente plausibile e documentato in un messaggio allarmistico.
L’importanza di curare le infezioni dentali
Carie profonde, ascessi, infezioni alla radice dei denti e malattie parodontali non dovrebbero essere ignorati.
Un’infezione odontogena persistente rappresenta infatti una fonte di microrganismi e infiammazione che va diagnosticata e trattata.
Le revisioni scientifiche dedicate al rapporto tra salute orale ed endocardite sottolineano proprio l’importanza di una buona salute orale e di una corretta igiene come parte delle strategie preventive, soprattutto nei soggetti più vulnerabili.
La prevenzione non consiste quindi semplicemente nell’assumere antibiotici prima di andare dal dentista.
Molto spesso, la prima vera forma di prevenzione è mantenere denti e gengive in buone condizioni nel tempo.
Profilassi antibiotica dal dentista: serve a tutti i pazienti con problemi cardiaci?
No.
Questa è probabilmente una delle informazioni più importanti da chiarire.
In passato l’utilizzo preventivo degli antibiotici prima di alcune procedure odontoiatriche era molto più esteso. Nel tempo, le raccomandazioni sono diventate progressivamente più selettive.
Le linee guida citate dalla letteratura scientifica indicano che la profilassi antibiotica per prevenire l’endocardite infettiva è riservata soprattutto ai pazienti con condizioni cardiache associate al rischio più elevato di conseguenze gravi.
In questi soggetti può essere indicata prima di procedure odontoiatriche che comportano, per esempio, la manipolazione del tessuto gengivale, della regione intorno all’apice del dente o la perforazione della mucosa orale.
Perché non si prescrive l’antibiotico a tutti?
Perché ogni terapia farmacologica deve avere un’indicazione precisa.
Utilizzare antibiotici quando non sono necessari espone il paziente a possibili effetti indesiderati e contribuisce a un problema sanitario molto più ampio: l’antibiotico-resistenza.
Anche le revisioni più recenti dedicate a salute orale ed endocardite sottolineano la necessità di trovare un equilibrio tra prevenzione nei pazienti realmente ad alto rischio e utilizzo appropriato degli antibiotici.
Per questo motivo, un paziente con una patologia cardiaca non dovrebbe decidere autonomamente di assumere un antibiotico prima di una seduta odontoiatrica.
È fondamentale che dentista e medico o cardiologo conoscano la situazione clinica e stabiliscano se la profilassi sia realmente necessaria.
Parodontite e cuore: qual è la correlazione?
Il secondo grande punto di contatto tra odontoiatria e salute cardiovascolare riguarda la parodontite.
La parodontite è una malattia infiammatoria cronica che coinvolge i tessuti che sostengono i denti. Se non viene controllata può determinare perdita di supporto osseo e, nei casi più avanzati, perdita dei denti.
Ma l’infiammazione associata alla malattia parodontale non interessa necessariamente soltanto la bocca.
Negli anni numerosi studi hanno osservato un’associazione tra parodontite e patologie cardiovascolari.
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su PubMed ha rilevato un rischio cardiovascolare modestamente ma significativamente più elevato nelle persone con malattia parodontale rispetto a quelle senza parodontite.
Un’ampia revisione di revisioni pubblicata nel 2024 ha inoltre rilevato un’associazione tra malattia parodontale e patologie cardiovascolari, pur sottolineando la necessità di interpretare i risultati con cautela per la presenza di limiti metodologici nei diversi studi.
Parodontite significa quindi malattia cardiaca?
No.
Questo punto va chiarito con attenzione.
Gli studi dimostrano una associazione, ma associazione non significa automaticamente causalità.
Parodontite e malattie cardiovascolari condividono infatti diversi fattori di rischio: età, fumo, diabete, stile di vita e altre condizioni possono contribuire contemporaneamente allo sviluppo di entrambe.
Una revisione che ha analizzato oltre 500 studi e più di 3,5 milioni di pazienti ha concluso che esiste un’associazione tra malattia parodontale e patologie cardiovascolari, ma che al momento non è possibile stabilire con certezza un rapporto diretto di causa-effetto.
La formulazione più corretta è quindi: “La parodontite è associata a un maggiore rischio cardiovascolare e rappresenta una condizione infiammatoria che merita attenzione anche nel contesto della salute generale.”
Quale potrebbe essere il meccanismo?
Una delle ipotesi più studiate riguarda proprio l’infiammazione sistemica.
La parodontite determina una risposta infiammatoria cronica e una continua esposizione dell’organismo a microrganismi e componenti batteriche provenienti dai tessuti parodontali.
Alcuni studi hanno osservato un’associazione tra maggiore esposizione sistemica ai batteri parodontali e malattia coronarica, suggerendo che il carico batterico e infiammatorio possa rappresentare uno dei possibili collegamenti biologici tra le due condizioni.
La ricerca continua comunque a studiare questi meccanismi e il loro reale peso rispetto agli altri fattori di rischio cardiovascolare.
Curare la parodontite fa bene anche al cuore?
Sappiamo con certezza che trattare la parodontite è importante per proteggere denti, gengive e tessuti di supporto.
Più complesso è stabilire se il trattamento parodontale possa direttamente prevenire infarti o altre malattie cardiovascolari.
Alcuni studi hanno osservato che dopo il trattamento parodontale possono ridursi alcuni marker dell’infiammazione sistemica, tra cui la proteina C-reattiva.
Ricerche più recenti suggeriscono possibili benefici anche su alcuni parametri cardiovascolari e infiammatori, ma sottolineano contemporaneamente che servono ulteriori studi di qualità per stabilirne con precisione la rilevanza clinica.
Quindi anche in questo caso è importante evitare conclusioni troppo semplicistiche: curare la parodontite non è una terapia cardiologica, ma è certamente una componente importante della salute complessiva della persona.
Un motivo in più per non considerare la bocca separata dal resto del corpo
La Giornata Mondiale del Cuore può essere quindi un’occasione per ricordare un concetto molto semplice: la bocca fa parte dell’organismo.
Controllare periodicamente denti e gengive, trattare tempestivamente le infezioni, diagnosticare la parodontite e informare il dentista delle proprie condizioni cardiache non significa soltanto occuparsi del sorriso.
Significa creare una maggiore collaborazione tra odontoiatra, medico e cardiologo quando la situazione lo richiede.
E soprattutto significa utilizzare la prevenzione nel modo corretto: non attraverso antibiotici assunti indiscriminatamente, ma attraverso buona salute orale, diagnosi precoce, cure appropriate e profilassi farmacologica soltanto nei pazienti per i quali esiste una reale indicazione.
Fonti scientifiche
- Larvin H, Kang J, Aggarwal VR, Pavitt S, Wu J. – Risk of incident cardiovascular disease in people with periodontal disease: A systematic review and meta-analysis. Clinical and Experimental Dental Research, 2021. PubMed
- Aguirre-Siancas EE et al. – Periodontal disease and cardiovascular disease: umbrella review. BMC Oral Health, 2024. PubMed
- Cavarretta E et al. – Current knowledge on the association between cardiovascular and periodontal disease: an umbrella review, 2022. PubMed
- Mustapha IZ, Debrey S, Oladubu M, Ugarte R. – Markers of systemic bacterial exposure in periodontal disease and cardiovascular disease risk: a systematic review and meta-analysis. Journal of Periodontology, 2007. PubMed
- Infective endocarditis and oral health – a Narrative Review, 2022. PubMed
- Infective endocarditis and oral health: a long-known threat, still a challenge, 2025. PubMed
- Wilson W et al. – Prevention of infective endocarditis: guidelines from the American Heart Association. Circulation, 2007. PubMed
- Gandhi KK, Batra C, Affendi H. – Cardiovascular and anti-inflammatory effects of periodontal therapy: A systematic review and meta-analysis of randomized trials, 2026. PubMed

