Giornata Mondiale della Sepsi

Giornata Mondiale della Sepsi

13/09/2026
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Perché prevenire e curare le infezioni del cavo orale è importante

Quando si parla di salute orale, siamo abituati a pensare soprattutto a carie, gengiviti, dolore dentale o problemi legati agli impianti. In realtà, il cavo orale ospita una comunità molto complessa di microrganismi e, quando l’equilibrio si altera o compare un’infezione, il problema non dovrebbe mai essere sottovalutato.

In occasione della Giornata Mondiale della Sepsi, può essere utile ricordare quanto sia importante riconoscere, prevenire e trattare correttamente le infezioni, anche quando hanno origine nella bocca.

La sepsi è una condizione sistemica grave legata a una risposta dell’organismo a un’infezione. Questo non significa che una comune infezione dentale evolva normalmente in sepsi: si tratta di un’evenienza rara. Significa però che le infezioni vanno diagnosticate e trattate correttamente, soprattutto nei pazienti fragili o quando presentano segni di diffusione.

La bocca non è un ambiente sterile

Nel nostro cavo orale convivono normalmente moltissimi microrganismi. La loro presenza non rappresenta di per sé un problema: gran parte di essi fa parte dell’ecosistema orale.

In alcune condizioni, tuttavia, possono comparire infiammazioni e infezioni a carico di denti, gengive, tessuti parodontali o aree interessate da interventi chirurgici.

Anche alcune procedure odontoiatriche possono determinare il passaggio temporaneo di microrganismi orali nel sangue, fenomeno definito batteriemia transitoria. Una revisione disponibile su PubMed ricorda che la rottura della mucosa dentale durante procedure odontoiatriche può permettere ai microrganismi orali di entrare temporaneamente nel circolo sanguigno.

Questo è uno dei motivi per cui la valutazione clinica del paziente e della sua storia medica è fondamentale prima di determinati trattamenti.

Antibiotici: importanti, ma non sono la soluzione a ogni problema dentale

Gli antibiotici rappresentano uno degli strumenti più importanti a disposizione della medicina per il trattamento delle infezioni batteriche. Anche in odontoiatria possono essere utilizzati quando esiste una reale indicazione clinica.

Ma c’è un concetto fondamentale: non tutte le infezioni o infiammazioni della bocca richiedono un antibiotico.

Spesso la causa del problema deve essere rimossa direttamente attraverso il trattamento odontoiatrico: per esempio intervenendo sul dente coinvolto, drenando un’infezione quando necessario o trattando il tessuto responsabile del processo infettivo.

Una recente revisione dedicata all’utilizzo degli antibiotici in odontoiatria sottolinea che questi farmaci hanno un ruolo importante nelle infezioni odontogene, ma che una prescrizione inappropriata contribuisce alla crescita dell’antibiotico-resistenza.

La stessa letteratura scientifica indica quindi la necessità di utilizzare gli antibiotici in maniera mirata, scegliendo farmaco, durata e indicazione sulla base della situazione clinica.

Quando si parla di profilassi antibiotica?

Esiste poi una differenza tra terapia antibiotica e profilassi antibiotica.

La terapia serve a trattare un’infezione già presente.

La profilassi, invece, consiste nell’utilizzare un antibiotico prima di determinate procedure con l’obiettivo di ridurre il rischio di comparsa di un’infezione.

Non significa però che ogni paziente debba assumere antibiotici prima di una procedura odontoiatrica.

Le indicazioni moderne sono molto più selettive rispetto al passato. La letteratura scientifica sottolinea che la decisione deve mettere in equilibrio i potenziali benefici con i rischi, tra cui reazioni avverse e sviluppo di resistenze batteriche.

In particolare, la profilassi può essere presa in considerazione in situazioni cliniche specifiche, come alcuni pazienti ad alto rischio, e deve sempre essere valutata individualmente dal professionista.

Antisettici: il ruolo della clorexidina

Accanto agli antibiotici esistono anche sostanze antisettiche, utilizzate localmente nel cavo orale.

Una delle più conosciute è la clorexidina, presente in diverse formulazioni odontoiatriche come collutori o gel.

Una revisione pubblicata su PubMed la descrive come uno degli antisettici più utilizzati in ambito odontoiatrico grazie alla sua attività antimicrobica. Le evidenze disponibili supportano in particolare il suo utilizzo a breve termine come supporto nel controllo della placca e nella riduzione dei segni clinici della gengivite.

Questo non significa, però, che debba essere utilizzata indistintamente o per periodi molto lunghi.

La stessa letteratura sottolinea infatti la necessità di valutare attentamente indicazioni, durata del trattamento e possibili effetti indesiderati.

Per questo motivo anche un semplice collutorio terapeutico dovrebbe essere utilizzato secondo le indicazioni del dentista o dell’igienista dentale quando inserito all’interno di una terapia specifica.

Perché non bisogna abusare degli antimicrobici

Uno dei grandi temi della medicina contemporanea è l’antimicrobico-resistenza: la capacità dei microrganismi di diventare progressivamente meno sensibili ai farmaci utilizzati per contrastarli.

Il problema riguarda anche l’odontoiatria.

Una revisione sistematica pubblicata su PubMed evidenzia quanto la prescrizione odontoiatrica contribuisca al consumo globale di antibiotici e quanto sia importante mettere in atto strategie per ridurre le prescrizioni inappropriate.

Anche per alcuni antisettici utilizzati in odontoiatria, come clorexidina e cetilpiridinio cloruro, la ricerca sta approfondendo il possibile impatto sull’ecosistema microbico orale e sui fenomeni di resistenza.

La regola, quindi, non è “usare più farmaci per essere più protetti”.

È esattamente il contrario: utilizzare il trattamento giusto, nel momento giusto e solo quando realmente necessario.

Prevenire significa anche ridurre il rischio di infezioni

La prima strategia contro le infezioni del cavo orale rimane la prevenzione.

Una corretta igiene domiciliare, le sedute professionali di igiene orale e i controlli periodici permettono di individuare più rapidamente carie, infiammazioni gengivali, problemi parodontali o altre condizioni che potrebbero evolvere.

La prevenzione diventa ancora più importante in presenza di impianti, protesi, patologie parodontali pregresse o condizioni generali che possono aumentare la vulnerabilità del paziente.

Non bisogna quindi aspettare necessariamente il dolore.

Un’infezione diagnosticata precocemente è generalmente molto più semplice da gestire rispetto a una situazione lasciata evolvere.

Giornata Mondiale della Sepsi: un’occasione per ricordare il valore della prevenzione

La Giornata Mondiale della Sepsi ci ricorda quanto le infezioni debbano essere affrontate con attenzione, competenza e appropriatezza.

Nel nostro ambito questo significa soprattutto tre cose: prevenire, riconoscere rapidamente i segnali di un problema e utilizzare antibiotici e antisettici solo quando esiste una reale indicazione.

Prendersi cura della bocca non significa soltanto conservare denti e gengive in salute. Significa anche contribuire alla salute generale attraverso controlli periodici, diagnosi precoce e terapie appropriate.

Fonti scientifiche

  • Brookes ZLS et al. – Current uses of chlorhexidine for management of oral disease: a narrative review. Journal of Dentistry, 2020. PubMed
  • Daley JO, Brizuela M. – Antibiotic Prophylaxis in Dental and Oral Surgery Practice. StatPearls. PubMed
  • Dammling C et al. – Indications for Antibiotic Prophylaxis for Dentoalveolar Procedures. Dental Clinics of North America, 2024. PubMed
  • Nimbalkar A et al. – Antibiotics in dental practice: Global implications, clinical realities and the path towards stewardship. Bioinformation. PubMed
  • Varoni E et al. – Chlorhexidine (CHX) in dentistry: state of the art. Minerva Stomatologica, 2012. PubMed
  • Teoh L et al. – A Systematic Review of Dental Antibiotic Stewardship Interventions. Community Dentistry and Oral Epidemiology. PubMed
  • Effects of Antimicrobial Agents Used for Dental Treatments: Impacts on the Human Oral Ecosystem and the Resistome. PubMed

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