I fiori di San Giovanni, l’acqua aromatizzata e i denti: quando “bere di più” è una buona abitudine… ma attenzione a cosa aggiungiamo

La notte tra il 23 e il 24 giugno è legata a una tradizione molto suggestiva: quella dei fiori di San Giovanni. Secondo l’usanza popolare, si raccolgono erbe e fiori spontanei, si lasciano in acqua durante la notte e, al mattino, quell’acqua profumata viene utilizzata come gesto simbolico di benessere, protezione e rinnovamento.
È una tradizione antica, semplice e poetica. Ma oggi ci offre anche lo spunto per parlare di un’abitudine molto moderna: bere acqua aromatizzata, spesso con gocce, compresse o insaporitori.
Bere acqua è importante. Su questo non ci sono dubbi. L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che l’acqua ha un ruolo fondamentale nel mantenimento delle normali funzioni fisiche e cognitive dell’organismo.
Il punto, però, è capire cosa aggiungiamo all’acqua e con quale frequenza lo facciamo.
Bere acqua fa bene anche alla bocca
L’acqua aiuta a mantenere la bocca idratata, favorisce la produzione di saliva e contribuisce a ridurre la sensazione di bocca secca.
La saliva, a sua volta, ha un ruolo importante perché:
- aiuta a “lavare via” residui alimentari;
- contribuisce a mantenere l’equilibrio del pH della bocca;
- partecipa alla protezione naturale dello smalto.
Per questo bere acqua durante la giornata è una buona abitudine anche per la salute orale.
Le Linee Guida italiane per una sana alimentazione indicano proprio l’acqua come scelta da preferire rispetto a bevande zuccherate e alcoliche, raccomandando di assumerla regolarmente anche durante i pasti.
Acqua aromatizzata: sempre innocua?
Negli ultimi anni si sono diffusi molto gli insaporitori per acqua: piccole pastiglie, gocce o polveri che trasformano l’acqua in una bevanda al gusto di frutta, tè, cola, agrumi o altri aromi.
Sono pratici, colorati, comodi da portare con sé. E per molte persone aiutano a bere di più.
Il problema non è l’idea in sé. Il problema è la composizione.
Alcuni prodotti possono contenere:
- zuccheri;
- edulcoranti;
- acidi alimentari;
- aromi;
- coloranti;
- vitamine o sali minerali aggiunti.
Dal punto di vista dei denti, le due voci da controllare con maggiore attenzione sono zuccheri e acidità.
Zuccheri: il rischio non è solo “quanto”, ma “quante volte”
Gli zuccheri sono uno dei principali fattori alimentari collegati allo sviluppo della carie. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle sue linee guida, sottolinea il legame tra zuccheri liberi e rischio di carie dentale, oltre che con altri problemi di salute.
Quando beviamo acqua aromatizzata zuccherata più volte durante la giornata, i denti vengono esposti ripetutamente agli zuccheri. I batteri presenti nella placca li utilizzano e producono acidi che attaccano lo smalto.
Ecco il punto chiave: sorseggiare spesso è diverso da bere una volta sola.
Una bevanda zuccherata bevuta lentamente per ore mantiene la bocca in una condizione più favorevole all’attacco acido. Anche se la quantità totale sembra poca, la frequenza può fare la differenza.
Acidità: l’altro elemento da non sottovalutare
Molti insaporitori hanno gusti agrumati o molto freschi. Per ottenere quel sapore, spesso contengono acidificanti come acido citrico o altri acidi alimentari.
Gli acidi non causano carie nello stesso modo degli zuccheri, ma possono contribuire all’erosione dello smalto, cioè a una perdita progressiva della superficie minerale del dente.
In parole semplici: se una bevanda è acida e viene consumata molto spesso, lo smalto può diventare più vulnerabile. Nel tempo possono comparire:
- sensibilità al freddo;
- denti più opachi;
- superfici più ruvide;
- maggiore fragilità dello smalto.
Il problema aumenta quando la bevanda viene sorseggiata continuamente, magari in borraccia, per tutta la giornata.
“Senza zucchero” non significa sempre “neutro per i denti”
Molti prodotti sono venduti come “senza zucchero”. Questo può essere positivo dal punto di vista della carie, ma non sempre basta per considerarli completamente neutri per i denti.
Perché?
Perché una bevanda può essere senza zucchero ma comunque acida.
Quindi il consiglio è semplice: quando si acquistano insaporitori, non bisogna guardare solo la voce “zuccheri”, ma anche la presenza di acidi alimentari e la modalità di consumo.
Bere ogni tanto una bevanda aromatizzata è una cosa. Sostituire tutta l’acqua della giornata con acqua aromatizzata acida è un’altra.
I fiori di San Giovanni e la differenza tra infusione naturale e bevanda industriale
La tradizione dei fiori di San Giovanni richiama un’acqua semplice, profumata, legata alla natura e alla stagionalità.
Non è la stessa cosa di una bevanda aromatizzata industriale.
Un conto è lasciare fiori ed erbe in acqua per un gesto simbolico o per un aroma leggero. Un altro è consumare ogni giorno acqua con insaporitori contenenti zuccheri o acidificanti.
Il messaggio non è: “non usare mai gli insaporitori”.
Il messaggio è: sceglierli con attenzione e non renderli l’unica forma di idratazione quotidiana.
Come usare gli insaporitori senza mettere troppo sotto stress i denti
Se si usano water drop, gocce o pastiglie aromatizzanti, alcune attenzioni possono aiutare.
- Leggere l’etichetta
Controllare:
- zuccheri;
- acidi alimentari;
- dolcificanti;
- frequenza consigliata.
- Non sorseggiarli tutto il giorno
Meglio consumarli in un momento definito, invece che tenerli in borraccia per ore.
- Alternare con acqua naturale
L’acqua semplice resta la scelta più neutra per i denti.
- Risciacquare con acqua
Dopo una bevanda aromatizzata, bere qualche sorso di acqua naturale aiuta a ridurre residui e acidità.
- Non lavare subito i denti dopo bevande acide
Se la bevanda è molto acida, meglio attendere circa 20-30 minuti prima di spazzolare, per evitare di stressare lo smalto in un momento in cui può essere più sensibile.
E per i bambini?
Per i bambini è importante fare ancora più attenzione.
Abituare i più piccoli a bere acqua naturale è una buona pratica. Gli insaporitori possono rendere l’acqua più “simile” a una bibita e creare l’abitudine a cercare sempre un sapore dolce o intenso.
Inoltre, se contengono zuccheri, possono aumentare la frequenza di esposizione dei denti agli zuccheri durante la giornata.
Meglio quindi:
- proporli solo occasionalmente;
- evitare l’uso continuo nella borraccia;
- preferire acqua naturale come abitudine principale.
In conclusione
La tradizione dei fiori di San Giovanni ci ricorda il valore semplice dell’acqua: un gesto quotidiano, essenziale, legato al benessere.
Oggi bere acqua resta una delle abitudini più importanti per il corpo e anche per la bocca. Tuttavia, quando la trasformiamo in una bevanda aromatizzata, è bene sapere cosa contiene.
Gli insaporitori possono essere comodi, ma se contengono zuccheri o acidi e vengono consumati frequentemente, possono avere effetti su smalto e salute orale.
Come spesso accade, non serve rinunciare. Serve scegliere con consapevolezza
Fonti scientifiche ufficiali
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https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38762077/
Informazione pubblicitaria ai sensi della legge 248/2006 e 145/2018- Direttore Sanitario Dr.ssa Manuela Caira Iscrizione all’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Cuneo n° 553 Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria classe 52/S n. 17739 rilasciato in data 09/11/2010 dall’Università di Genova

